• L'IMPIANTO SOLARE TERMICO
E' un impianto che serve a produrre acqua calda sanitaria (cucina, bagno); integrare il riscaldamento di ambienti (casa, hotel, stabilimenti balneari, processi industriali) o di piscine.
impianto solare termico
Impianto Solare Termico
L’elemento principale di un impianto solare termico è il collettore o pannello solare.
Il suo funzionamento è molto semplice. Ogni superficie esposta alla radiazione solare si riscalda: la trasformazione della radiazione solare in energia termica è un fenomeno spontaneo che può essere verificato quotidianamente. Lo scopo del collettore solare è quello di ottimizzare questa trasformazione catturando, a parità di radiazione solare, più calore possibile.
Il collettore solare aumenta le sue prestazioni grazie all’effetto serra. La copertura trasparente posta davanti alla piastra captante (in genere vetro) lascia passare la radiazione solare sotto forma di luce, ma diventa opaca al calore emesso dalla piastra, che in questo modo accumula più calore: una trappola, insomma, che consente al collettore di assorbire, e poi di cedere all’acqua, una quantità maggiore di energia.
Per evitare di perdere calore nella parte retrostante e dai lati, il collettore viene isolato con uno strato di materiale coibente. Un robusto contenitore completa il collettore e consente un facile trasporto senza problemi. Il contenitore, spesso, è dotato di sistemi che agevolano il fissaggio del collettore solare alle strutture di supporto.
La piastra captante è in genere realizzata con materiali buoni conduttori di calore (rame, alluminio, acciaio). Per incrementare la quantità di energia solare assorbita, la piastra viene trattata nella parte esposta con vernici speciali, scure, o meglio ancora con trattamenti superficiali cosiddetti selettivi che contribuiscono ad aumentare ulteriormente le prestazioni.
collettore
Schema di un collettore
La piastra captante è dotata di una serie di canalizzazioni all’interno delle quali scorre il fluido termovettore (normalmente una miscela di acqua con antigelo). La sua continua circolazione consente all’impianto di trasportare l’energia termica assorbita dal collettore solare al serbatoio di accumulo.
Oltre ai collettori solari piani cui si riferisce la descrizione precedente, si stanno affermando in questi ultimi anni i collettori solari a tubi sottovuoto. Sono costituiti da un certo numero di tubi in vetro sottovuoto all’interno dei quali è collocato l’assorbitore in rame con rivestimento superficiale selettivo. Il vuoto creato tra assorbitore e copertura trasparente tubolare consente di ridurre ulteriormente le dispersioni di calore del collettore verso l’esterno e quindi di aumentare il rendimento.
  • I COMPONENTI DI UN IMPIANTO TERMICO
Collettori solari ad assorbimento:
  • sono l'elemento esterno e visibile dell'impianto, composti da uno o più pannelli piani, generalmente rettangolari.
Serbatoio di accumulo:
  • è un serbatoio coibentato dove si accumula l'acqua calda prodotta. La capacità varia da un minimo di 150 ad un massimo di oltre 500 litri.
Circuito distributivo:
  • tra collettori solari ed accumulo è realizzato con tubazioni di materiale plastico, ai quali viene applicata esternamente una protezione coibente. Per minimizzare le dispersioni termiche è consigliabile collocare il serbatoio il più vicino possibile ai collettori in modo da limitare il percorso esterno delle tubazioni.
Vaso di espansione:
  • consente all'acqua di espandersi evitando sovrappressioni pericolose che possono causare danni all'impianto dovuto all'aumento di volume del fluido per l'eccessivo aumento della temperatura, in particolare nel periodo estivo o nei periodi di non utilizzo dell'impianto.
Centralina di controllo e dispositivi di integrazione architettonica:
  • viene introdotta nel circuito solare per il monitoraggio del sistema e la sua gestione automatizzata.
Pompa di circolazione (se a circolazione forzata):
  • fa circolare l'acqua tra i collettori ed il serbatoio di accumulo.
  • PREREQUISITI UTENTE
Disponibilità di un tetto od altra collocazione con esposizione a Sud (la posizione del sole a mezzogiorno). Verificare inoltre che non ci sia ombreggiatura da parte di montagne, edifici, alberi, camini, ecc. Le condizioni di irraggiamento italiane sono molto favorevoli, anche se molto variabili lungo la penisola. Per conoscere i dati relativi alla propria zona di residenza si possono usare le norme UNI 10349 sui dati climatici, le UNI 8477 sulla valutazione dell'energia raggiante ricevuta, software dedicati, le mappe isoradiative esistenti come l'Atlante Italiano della radiazione solare oppure effettuare una valutazione mediante misure dirette con gli appositi strumenti.
  • DOVE PUÒ ESSERE INSTALLATO
La maggior parte delle volte vengono installati sul tetto, sia che si tratti di tetto a falda o tetto piatto.
E’ comunque possibile installare i pannelli anche sul terreno:
  • Tetto a tegole - i collettori termici possono essere integrati nel tetto, in sostituzione delle tegole. L’installazione è un poco più costosa, ma il risultato estetico è nettamente migliore rispetto alla posa dei pannelli sopra le tegole (installazione tipo “retrofit”).;
  • Tetto piatto - si usano delle strutture in acciaio zincato a caldo o inox che rialzano i pannelli dalla superficie del tetto. Il fissaggio è garantito da tasselli (in tal caso si provvede al ripristino della guaina isolante) oppure da zavorre.
  • COME FUNZIONA L'IMPIANTO SOLARE TERMICO
La tecnologia del solare termico viene utilizzata per produrre calore mediante lo sfruttamento della radiazione solare. Il processo termodinamico, che sta alla base della trasformazione, consiste nella trasmissione del calore da un corpo “caldo” ad uno “freddo”: il corpo caldo è il sole che irraggia energia nello spazio circostante ed il corpo freddo è il fluido (in genere acqua) che scorre all’interno del pannello; si ha quindi un sistema che funziona senza l'uso di alcun combustibile fossile. Esistono tre tipologie di solare termico: a bassa, media ed alta temperatura.
Le tecnologie del Solare termico a bassa temperatura comprendono i sistemi che usano il pannello solare per riscaldare un liquido o l'aria, con lo scopo di trasferire calore per produrre acqua calda o riscaldare gli edifici. Le temperature che si possono raggiungere sono al di sotto dei 100 °C (in rare occasioni si può arrivare a 120 °C). Il classico sistema solare è quello composto da: il pannello vero e proprio; il serbatoio di accumulo dell’acqua; i collegamenti idraulici; le staffe di montaggio.
I pannelli solari a bassa temperatura possono essere di due tipi:
  • Pannelli solari scoperti - sono quelli particolarmente adatti per gli utilizzi nella stagione estiva: riscaldamento di piscine scoperte, acqua calda per le docce degli stabilimenti, negli alberghi, ecc.; in questa applicazione l’acqua passa direttamente all’interno dei tubi del pannello dove viene riscaldata dai raggi del sole ed è pronta per essere utilizzata. Il costo di un pannello scoperto è notevolmente inferiore a quello dei pannelli vetrati ma il limite di tale soluzione consiste nel fatto che un loro funzionamento è possibile solo se la temperatura esterna è almeno di 20°C e dell’acqua richiesta non supera i 40°C.;
  • Pannelli solari vetrati: sono quelli composti dal pannello e da un serbatoio di accumulo dell’acqua. L’assorbitore di calore è inserito nel pannello è isolato dalla temperatura dell’aria esterna tramite un vetro temperato, lo strato isolante e la scocca posteriore. Questi pannelli sono in grado di produrre acqua calda in tutti i mesi dell’anno e sono più costosi della soluzione precedente.
A livello impiantistico i pannelli solari possono essere inseriti in due soluzioni differenti:
  • Impianto a circolazione forzata: è formato da un collettore solare a sé stante, connesso attraverso un circuito con un serbatoio localizzato nell’edificio. All’interno del circuito solare si trova acqua o un fluido termovettore antigelo. La pompa di circolazione del circuito solare è attivata da un regolatore differenziale di temperatura quando la temperatura all’interno del collettore è superiore alla temperatura di riferimento impostata nel serbatoio di accumulo. Il calore viene quindi trasportato al serbatoio di accumulo e ceduto all’acqua sanitaria mediante uno scambiatore di calore.
    Mentre in estate l’impianto solare copre tutto il fabbisogno di energia per il riscaldamento dell’acqua sanitaria, in inverno e nei giorni con scarsa insolazione serve per il preriscaldamento dell’acqua. La parte del serbatoio che contiene l’acqua calda a pronta disposizione, cioè quella da tenere sempre in temperatura, può essere riscaldata da uno scambiatore di calore legato a una caldaia. Il riscaldamento ausiliario viene comandato da un termostato quando nel serbatoio la temperatura dell’acqua nella parte a pronta disposizione scende al di sotto della temperatura nominale desiderata.
    Schema di funzionamento di un impianto a circolazione forzata
    Schema di funzionamento di un impianto a circolazione forzata
  • Negli impianti a circolazione naturale la circolazione tra collettore e serbatoio di accumulo viene determinata dal principio di gravità, senza energia addizionale. Il fluido termovettore si riscalda all’interno del collettore. Il fluido caldo all’interno del collettore è più leggero del fluido freddo all’interno del serbatoio, tanto che a causa di questa differenza di densità si instaura una circolazione naturale. Il fluido riscaldato cede il suo calore all’acqua contenuta nel serbatoio e ricade nel punto più basso del cricuito del collettore. Negli impianti a circolazione naturale il serbatoio si deve trovare quindi in un punto più alto del collettore.
    Negli impianti a un solo circuito l’acqua sanitaria viene fatta circolare direttamente all’interno del collettore. Negli impianti a doppio circuito il fluido termovettore nel circuito del collettore e l’acqua sanitaria sono divisi da uno scambiatore di calore. Gli impianti a circolazione naturale vengono offerti come un’unità premontata fissata su una struttura di supporto oppure vengono integrati nel tetto. Il riscaldamento ausiliario può essere ottenuto con una resistenza elettrica inserita nel serbatoio oppure con una caldaia istantanea a valle del serbatoio.
    schema impianto a doppio ciruito a circolazione naturale
    Impianto a doppio ciruito a circolazione naturale
    schema impianto a un ciruito a circolazione naturale
    Impianto a un ciruito a circolazione naturale
  • IL CICLO DI VITA DI UN IMPIANTO
Per impianti di buona qualità è dell'ordine di oltre 20 anni (fonte: SwissSolar). La garanzia del produttore ha durata molto variabile, da 2 a 12 anni. La qualità dei componenti dell'impianto non è facilmente percepibile: verificare che i componenti siano stati sottoposti a certificazione e che sia disponibile la curva di rendimento del collettore.
  • ACQUA CALDA SANITARIA
Una delle principali e più diffuse applicazioni dei pannelli solari termici è la produzione di acqua calda per usi domestici (doccia, cucina, lavatrice...).
L ’energia necessaria per la preparazione di acqua calda nelle abitazioni private è di circa 1000 kWh per persona all’anno. Poiché la domanda di calore è pressoché costante durante tutto l’anno e quindi presente anche nel periodo estivo, il riscaldamento dell’acqua domestica è una delle applicazioni più adatte per gli impianti solari termici. In condizioni meteorologiche simili a quelle italiane, l’area di collettore necessaria varia tra 0,5 m2 a persona per i climi caldi meridionali e 1 m² a persona per l’Italia settentrionale.
impianto solare termico privato
Impianto Solare Termico privato
Nelle aree meridionali, dove non esistono significativi fenomeni di gelo, per il riscaldamento dell’acqua domestica si possono utilizzare impianti compatti ad accumulo integrato e impianti a circolazione naturale.
Questi impianti sono economici e possono essere integrati nel tetto come singola unità.
Gli impianti a circolazione forzata sono adatti quando i collettori hanno dimensioni maggiori e dove ci sono sistemi centralizzati per il riscaldamento. In zone con significativi fenomeni di gelo, il circuito del collettore è riempito con liquido antigelo.
  • INTEGRARE IL RISCALDAMENTO DEGLI AMBIENTI
impianto solare termico per integrazione riscaldamento
Integrazione al riscaldamento degli ambienti
Affinché un sistema solare con collettori termici, oltre che fornire l’acqua calda sanitaria, integri anche il riscaldamento di una casa, è importante sapere che:
  • è necessario che l’abitazione sia dotata di un sistema di riscaldamento a bassa temperatura, realizzato solitamente tramite i cosiddetti pannelli radianti (tubi sotto il pavimento o nelle pareti in cui scorre acqua a 30-35°C);
  • la copertura percentuale del fabbisogno di energia termica richiesta per il riscaldamento della casa è tanto maggiore quanto più grande è la superficie dei pannelli solari e la dimensione del serbatoio. Non è normalmente possibile riscaldare una casa al 100% con i pannelli termici:una caldaia è sempre necessaria, ma la presenza dell’impianto solare permette un consumo molto minore di gas o gasolio.
  • INTEGRARE IL RISCALDAMENTO DELLE PISCINE
impianto solare termico per integrazione piscine
Integrazione al riscaldamento delle piscine
I pannelli solari possono essere impieganti anche per riscaldare l’acqua di piscine esterne o coperte.
Grazie a questa soluzione è possibile utilizzare l’acqua calda prodotta dai collettori termici anche per rendere più piacevole la temperatura dell’acqua della piscina, oltre che per i normali usi sanitari (doccia, cucina, lavatrice, ecc.).
Nel caso delle piscine esterne i sistemi solari termici permettono un ampliamento del periodo di utilizzo e qualche grado in più nell’acqua (sempre apprezzati).
Inoltre, i risparmi economici ottenibili sono estremamente interessanti perché il fabbisogno termico delle piscine (soprattutto quelle al coperto) è enorme.
  • DIMENSIONAMENTO DI UN IMPIANTO
Per una famiglia di 4 persone normalmente si consigliano 4-6 mq di pannelli ed un accumulo di 200-400 litri. Varia a seconda dei fattori locali (Nord-Sud, esposizione al sole), di utilizzo (bagno oppure doccia), e tecnologici (tipo di pannello).
Dati di massima per una copertura 60-80% del fabbisogno:
Superficie collettori: 1,2 mq/persona per l'Italia Settentrionale, 1 mq/persona per l'Italia Centrale, e 0,8 mq/persona per l'Italia del Sud.
Serbatoio di accumulo: 50-70 litri di serbatoio per ogni metro quadrato di collettori solari.
Quindi occorrono circa 4 metri quadrati di pannelli solari e 200-280 litri di serbatoio per una famiglia di 3-4 persone del Nord Italia. Mentre bastano circa 3,2 metri quadrati di pannelli solari e 150-200 litri di serbatoio per la stessa famiglia di 4 persone nel Sud Italia. Varia a seconda dei fattori locali (Nord-Sud, esposizione al sole), di utilizzo (bagno oppure doccia), e tecnologici (tipo di collettore).
Non è opportuno dimensionare l'impianto per valori superiori all'80% del fabbisogno: si otterrebbe una sovrapproduzione estiva ed un poco rilevante aumento dlle produzione invernale che non ripagherebbe il maggiore investimento richiesto.
  • COSTI DI UN IMPIANTO SOLARE TERMICO
Il costo dipende dalla tecnologia utilizzata e dalla dimensione dell'impianto, quindi da fabbisogno di acqua calda, latitudine (Nord o Sud Italia), insolazione. Esistono modelli in kit contenenti tutte le componenti dell'impianto solare, di varie taglie. In fase di acquisto va valutato bene il costo d'installazione, che dipende molto dai vincoli dati dal tetto, dal tipo di caldaia, da come è costruito l'impianto dell'acqua calda sanitaria.
Ad esempio un KIT a circolazione forzata dimensionato per coprire mediamente il 70-80% del fabbisogno di una famiglia di 2 - 4 persone si trova sul mercato tra i 2600 € e i 4000 €.
Per l'installazione e l'integrazione con la propria caldaia vanno previsti almeno 1000-1500 €: circa 2 giorni di lavoro di un paio di persone, ponteggio o altra attrezzatura di sicurezza, opere accessorie e tubi e raccordi isolati piuttosto costosi.
I KIT a circolazione naturale costano un po' meno, e sono più semplici da installare, ma hanno rendimenti più bassi e l'accumulo all'esterno: oltre al discutibile risultato estetico, l'accumulo di notte e d'inverno sta al freddo. Per questo motivo si utilizzano soprattutto al sud.
>> segue Incentivi
  • INCENTIVI PER L'INSTALLAZIONE
In Italia esistono incentivi per impianti solari termici articolati su quattro livelli:
1. Aliquota IVA del 10% sulla realizzazione di impianti solari
Aliquota IVA del 10% sulla realizzazione di impianti solari
Tra i vari provvedimenti normativi di natura tributaria contenuti nella recente finanziaria (legge 488/99) è stato inserito il nuovo regime di aliquota IVA. L’aliquota IVA del 10% si applica in toto per quegli interventi che per il raggiungimento dell’obiettivo vedono una prevalenza percentuale delle attività (progettazione, manutenzione, ecc.) rispetto al valore del bene o dei beni impiegati. Nel caso di interventi che prevedono l’impiego di beni che costituiscono una parte significativa del valore totale della fornitura si potrà avere una aliquota IVA differenziata: 10% e 20%.
L’elenco dei beni considerati significativi è contenuto nel decreto 29 dicembre 1999 del Ministero delle Finanze (si tratta di ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, videocitofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetterie per bagni, impianti di sicurezza). Qualora nell’intera fornitura non vengano impiegati beni significativi che ricadono nella classificazione indicata, l’aliquota IVA sarà applicata nella misura del 10%. Per esempio, per quanto ci riguarda, l’IVA è del 10% per tutti gli interventi che prevedono l’impiego di apparati o beni che sfruttano come fonte di energia quella solare per la produzione di energia termica o elettrica.
Beneficiari dell'aliquota IVA del 10% possono essere persone fisiche e giuridiche, pubbliche o private, proprietari e affittuari di edifici residenziali.
Detrazione IRPEF del 55%
Negli anni scorsi nella finanziaria è stata data la possibilità di detrarre dall’IRPEF parte del valore dell’investimento per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e di recupero del patrimonio edilizio.
La detrazione IRPEF si applica sull’intero importo della fornitura, comprensiva dell’IVA del 10% e dovrà essere ripartita in 5 anni.
Le condizioni
Le principali novità introdotte dalla Legge Finanziaria 2008 (articolo 1, comma 20-24 legge 244/2007) in materia di detrazione fiscale delle spese per la riqualificazione energetica sono sostanzialmente la proroga sino al 2010 della detrazione del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti e la determinazione dei nuovi limiti di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale e dei valori di trasmittanza termica per gli interventi sulle strutture opache orizzontali.
Nello specifico è stata definito che: venga sostituita la "Tabella 3", allegata alla legge 296/2006 con efficacia dal 1° Gennaio 2007, che rendeva operativa l’agevolazione anche per gli interventi relativi alle strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti) degli edifici; la totale ridefinizione, per mezzo di un preciso decreto, dei limiti di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale ai fini degli interventi di "riqualificazione globale" (articolo 1, comma 344, legge 296/2006) e dei valori di trasmittanza termica per gli interventi sulle strutture opache verticali, finestre con infissi e strutture opache orizzontali (articolo 1, comma 345, legge 296/2006); la facoltà di poter spalmare al detrazione fiscale in un numero di quote annue di uguale importo non inferiore a 3 e non superiore a 10, a discrezione irrevocabile del contribuente all’atto della prima detrazione; una facilitazione procedurale per la sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e per l’installazione di pannelli solari, per le quali, per gli interventi eseguiti dal 1° Gennaio 2008, non è più obbligatoria la presentazione della certificazione/qualificazione energetica dell’edificio.
Chi può benificiare della detrazione del 55%?
I soggetti beneficiari possono essere: persone fisiche, enti e soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir 917/1986, ovvero società semplici, società in nome collettivo, società in accomandita semplice e imprese familiari, non titolari di reddito d’impresa (che si fanno carico delle spese per l’esecuzione degli interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti, su parti di edifici, o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti), soggetti titolari di reddito d’impresa (che si fanno carico delle spese per l’esecuzione degli interventi di riqualificazione energetica sui medesimi edifici). In tal caso, analogamente a quanto previsto per la detrazione del 36% per gli interventi di recupero edilizio su edifici residenziali è stato specificato che il beneficio è esteso, per le persone fisiche, anche ad eventuali familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile, nel caso in cui sostengono le spese relative all’intervento di riqualificazione energetica.
Procedura per ottenere le agevolazioni
I principali attori sono:
Il beneficiario, proprietario, affittuario o amministratore di un condominio, fa la richiesta per la detrazione IRPEF;
Il tecnico, iscritto all’albo, prepara l’istanza di concessione/autorizzazione edilizia, elabora la relazione 10/91, la relazione tecnica economica del progetto e gli schemi impiantistici;
L’installatore abilitato esegue i lavori, fa il collaudo, rilascia una dichiarazione di conformità con la legge sulla sicurezza (46/90) ed emette la fattura.
I principali documenti richiesti:
La Dichiarazione di Inizio Attività (oppure una autorizzazione/concessione ai lavori), comprendente Comunicazione al Sindaco, relazione tecnica con dichiarazione asseverata, relazione 10/91, progetto e schema impiantistica, viene preparata firmata da un tecnico iscritto all’albo e consegnata al Comune. Una copia viene trasmessa dall’utente, insieme al Modulo L449/97 01, al Centro Servizi Imposte Dirette e Indirette.
Il Modulo L449/97 01 (scarica il facsimile) per la comunicazione della detrazione del 55% ai fini IRPEF viene consegnato al Centro Servizi Imposte Dirette e Indirette. In allegato: dichiarazione di inizio attività (o autorizzazione/concessione ai lavori), comunicazione inizio lavori, prove pagamento ICI e un documento catastale dell’edificio.
La Dichiarazione di conformità con la Legge 46/90 deve essere firmata dall’installatore con assunzione di responsabilità di avere adempiuto agli obblighi in materia di sicurezza e di contribuzione.
Per condomini si richiede in più:
Tabella millesimali ripartizione spese comuni;
Verbale assemblea in cui è stato deliberato e deciso l’intervento
entrambi da allegare al Modulo L449/97 01 e da consegnare al Centro Servizi Imposte Dirette.
Gli enti coinvolti sono:
Il comune, ufficio competente per l’edilizia, rilascia le autorizzazioni richieste per lo specifico intervento.
Il Centro Servizi Imposte Dirette e Indirette riceve il modulo specifico per la detrazione del 36% ai fini IRPEF, integrato con una serie di altri documenti (copia istanza autorizzazione, comunicazione inizio lavori, copia pagamento ICI, copia documento catastale).
L’Azienda Sanitaria Locale (ASL), alla quale bisogna inviare informazioni sul progetto e la Dichiarazione di conformità con la Legge 46/90 sulla sicurezza.
Incentivi regionali
Accanto agli strumenti nazionali, alcune Regioni hanno previsto contributi in conto capitale per la realizzazione di impianti solari termici (in alcuni casi cumulabile con lo sconto IRPEF del 55%).
Le condizioni per ricevere incentivi regionale sono piuttosto eterogenee. Le procedure sono invece relativamente simili tra loro. In seguito alla pubblicazione del bando il richiedente consegna all’ufficio regionale competente la domanda per un contributo. La domanda deve essere completata con la descrizione del progetto, una relazione tecnico-economica, firmata da un tecnico iscritto all’albo o dal fornitore/installatore dell’impianto e la documentazione degli apparecchi da installare.
Detrazione ICI
Un quarto elemento per l’agevolazione di impianti solari termici potrebbe essere la detrazione sull’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) concessa direttamente dal comune in cui si realizza l’impianto. Sono ancora pochi i comuni che prevedono questo tipo di incentivo.
  • GLI STRUMENTI DI FINANZIAMENTO E ASSICURAZIONE:
La realizzazione di un impianto solare termico comporta un esborso di denaro che viene compensato nel corso di alcuni anni. Per limitare tale esborso è possibile utilizzare uno dei finanziamenti ad hoc concesso da un istituto bancario.
Se si utilizzano tali strumenti è possibile pagare l’impianto mediante delle rate, normalmente semestrali, che vengono parzialmente o totalmente "coperte" dagli utili derivanti dai risparmi sulla bolletta del metano ed elettrica.
Seven2007 ha sviluppato delle convenzioni con i seguenti istituti bancari:
  • REGOLAMENTI:
Esistono una serie di leggi, decreti e norme rilevanti per la costruzione di impianti solari termici, tra cui i più importanti sono:
  • Legge 10/91 sul risparmio energetico e il decreto di attuazione DPR 412/93
  • Legge 46/90 sulla sicurezza degli impianti negli edifici civili e il DPR 447/91
  • Leggi e normative in materia di vincoli storico-artistico e paesaggistico o ambientale e dei regolamenti edilizi comunali:
    L’installazione di un impianto solare termico su un edificio esistente richiede, nel rispetto delle leggi vigenti in materia di edilizia, alcuni atti amministrativi. La legislazione italiana prevede, a seconda della tipologia di intervento prevista, tre diversi atti amministrativi:
    • Concessione ai lavori: Atto amministrativo prodotto dall’ente locale a seguito di una domanda scritta con cui si permette, con parere scritto, l’esecuzione di lavori od opere previ accertamenti tecnici, normativi e burocratici.
      La domanda deve essere corredata da esauriente documentazione tecnica sui lavori o le opere da svolgere e dal progetto di massima delle stesse.
      Di norma si applica per lavori di manutenzione straordinaria che richiedono ponteggi, occupazione di suolo pubblico, evacuazione dell’edificio ecc.
      Dovranno essere indicate le situazioni o meno di contrasto con le vigenti leggi e normative in materia di vincoli storico-artistici e paesaggistici o ambientali e dei regolamenti edilizi comunali vigenti.
    • Autorizzazione ai lavori: Atto amministrativo prodotto dall’ente locale a seguito di una domanda scritta con cui si permette l’esecuzione di lavori od opere previ accertamenti tecnici, normativi e burocratici.
      A differenza della Concessione, che deve essere sempre data per iscritto, l’Autorizzazione è automaticamente concessa se il Sindaco non si pronuncia entro il termine di 60 o 90 giorni dalla domanda (silenzio-assenso). Si applica per lavori di manutenzione straordinaria di media entità interni o esterni all’edificio.
      Dovranno essere indicate le situazioni o meno di contrasto con le vigenti leggi e normative in materia di vincoli storico-artistici e paesaggistici-ambientali e dei regolamenti edilizi comunali vigenti.
    • Dichiarazione Inizio Attività (DIA): Comunicazione scritta all’ente locale in cui si informa sui lavori che si intende fare, dove si intende farli e che gli stessi non sono in contrasto con leggi vigenti in materia di vincoli storico-artistici e paesaggistico-ambientali e di sicurezza.
      A differenza dell’autorizzazione i lavori possono iniziare al termine dei 20 giorni dalla comunicazione al Comune. Si applica per lavori di manutenzione straordinaria interne a unità immobiliari.
      Nella maggioranza dei casi, per l’installazione di un impianto solare termico, ci sarà richiesta soltanto una Dichiarazione Inizio Attività.
    • Vincoli storico-artistici e paesaggistico-ambientali: Uno degli ostacoli per ottenere l’autorizzazione all’installazione di collettori solari possono essere preoccupazioni, da parte dell’ente comunale di protezione storico-artistica e paesaggistico-ambientale, riguardo l’impatto visivo. Infatti, nel centro storico di molte città e nelle aree protette, è stata categoricamente vietata l’applicazione di collettori solari su edifici. Questi regolamenti piuttosto rigidi, spesso non sono giustificabili, considerando l’alto livello di integrazione architettonica che si può ottenere con impianti solari termici progettati e installati adeguatamente.
  • ESEMPIO DI IMPIANTO SOLARE TERMICO
particolare realizzazione impianto
Iter per la realizzazione dell'impianto:
  • Preventivo gratuito di massima online e contatto con il cliente;
  • Sopralluogo gratuito con studio di fattibilità;
  • Consegna del preventivo definitivo con piano economico dettagliato e business plan;
  • All’accettazione del preventivo si valuta la solvibilità del cliente e si consiglia il miglior finanziamento;
  • Si procede alla istruzione della pratica D.I.A. e all’inizio dei lavori;
  • A fine lavori si istruisce la dichiarazione di certificazione energetica da parte di un professionista per accedere all’incentivazione del 55%.
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